Un matrimonio in Valsugana, affacciato sul Lago di Levico, tra natura, emozioni vere e un racconto fotografico che in alcuni momenti ha scelto di mostrare anche ciò che normalmente rimane dietro le quinte.
Paola e Mattia hanno scelto Prime Rose, sul Lago di Levico, per il loro matrimonio dell’11 luglio.
Una location immersa nel verde della Valsugana, in Trentino, dove il lago e la natura diventano parte integrante della giornata e del racconto fotografico.
Ma ciò che ricordo maggiormente di questo matrimonio non è semplicemente il luogo.
Sono loro.
Una coppia estremamente unita, ironica, spontanea, con quel tipo di complicità fatta soprattutto di piccoli gesti quotidiani.
E per me questo matrimonio aveva anche un significato particolare: Mattia è fotografo, videografo e direttore della fotografia e lavora a campagne pubblicitarie di altissimo livello.
Fotografare il matrimonio di qualcuno che vive quotidianamente di immagini è sempre qualcosa di speciale.
Da una parte sai che davanti a te hai una persona con una grandissima sensibilità visiva. Dall’altra, proprio per questo, senti ancora maggiormente la responsabilità di realizzare qualcosa che non sia semplicemente bello, ma che abbia un’identità.
Ed è sempre un grande onore quando professionisti del settore decidono di affidarmi il racconto di uno dei giorni più importanti della loro vita.
Nel loro questionario prima del matrimonio avevano descritto il loro amore con una frase semplicissima:
“Due anime intrecciate.”
Probabilmente è anche la definizione migliore per raccontare quello che ho visto durante la loro giornata.
La loro storia è fatta di romanticismo, ma anche di tantissima normalità.
Il loro primo appuntamento, ad esempio, avrebbe dovuto essere una giornata di arrampicata.
Alla fine finirono semplicemente in un bar.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti che mi piacciono maggiormente delle coppie che fotografo: molto spesso non sono i grandi eventi a raccontare veramente una relazione.
Sono le cose piccole.
Paola racconta di amare il viso angelico di Mattia e soprattutto il modo in cui lui riesce a prendersi cura di lei nei dettagli della vita quotidiana.
Tra loro esiste perfino una sorta di rituale fatto di workout, amore e uova strapazzate.
Poi c’è “Topolino”, il loro nomignolo.
C’è Mattia che tende ad analizzare praticamente qualsiasi cosa.
Ci sono le rose rosse che una volta le fece recapitare quando Paola era triste e arrabbiata.
Elementi apparentemente minuscoli che, messi insieme, raccontano molto più di una coppia di quanto potrebbe fare qualsiasi posa costruita.
Anche la proposta di matrimonio rispecchia perfettamente la loro storia.
Mattia aveva organizzato tutto per sorprendere Paola nel giorno del suo compleanno.
Lei non se lo aspettava.
Il risultato?
Lacrime.
Tante.
E non soltanto da parte sua.
Una di quelle situazioni in cui un momento pianificato diventa improvvisamente completamente incontrollabile dal punto di vista emotivo.
Ed è proprio quella stessa spontaneità che Paola e Mattia desideravano ritrovare nel matrimonio.
Nel questionario avevano indicato chiaramente l’atmosfera che immaginavano per quella giornata:
felice, gioiosa e spensierata.
Ed è esattamente quello che ho cercato di raccontare.
Quando il cliente che hai davanti lavora professionalmente con immagini, fotografia e cinema, inevitabilmente cambia qualcosa.
Non nel mio modo di lavorare.
Ma nella consapevolezza.
Mattia conosce la luce.
Conosce la composizione.
Conosce il movimento di macchina, la costruzione di una scena e tutto quello che normalmente rimane invisibile allo spettatore finale.
Per questo, durante il matrimonio, ho deciso in alcuni casi di fare una scelta particolare.
Non nascondere il backstage.
Normalmente nella fotografia di matrimonio cerchiamo di eliminare dall’inquadratura tutto ciò che riguarda la produzione: fotografi, videomaker, attrezzatura, persone che stanno lavorando.
In alcune fotografie di Paola e Mattia ho fatto esattamente il contrario.
Ho scelto volutamente di incorporare quel dietro le quinte all’interno dell’immagine.
Perché in questo caso faceva parte della storia.
Era quasi un piccolo omaggio al mondo professionale di Mattia e, allo stesso tempo, un modo diverso per raccontare cosa significa realmente costruire alcune fotografie durante un matrimonio.
Un’immagine può essere contemporaneamente fotografia finale e racconto di come quella fotografia sta nascendo.
Per chi sta organizzando un matrimonio in Valsugana, il Lago di Levico offre uno scenario molto interessante dal punto di vista fotografico.
A differenza di location dove il paesaggio rimane semplicemente uno sfondo, qui la natura può diventare parte vera della narrazione.
Il verde, l’acqua, le montagne e i cambiamenti della luce durante la giornata permettono di costruire fotografie molto diverse tra loro senza necessariamente allontanarsi per lunghi periodi dagli invitati.
Ed è un aspetto che considero molto importante.
Durante un matrimonio non amo trasformare il servizio fotografico di coppia in una produzione infinita.
Preferisco lavorare velocemente, cercando la luce migliore e lasciando poi gli sposi liberi di vivere la loro festa.
Con una location come Prime Rose al Lago di Levico, il grande vantaggio è proprio la possibilità di integrare il paesaggio della Valsugana all’interno del racconto senza perdere il contatto con ciò che sta succedendo durante la giornata.
Per me le fotografie di coppia non devono raccontare soltanto dove si trovavano gli sposi.
Devono raccontare soprattutto come stavano insieme.
Nel caso di Paola e Mattia significava cercare movimento, dialoghi, risate, abbracci e quei piccoli gesti di cura che erano emersi anche dal loro questionario.
Naturalmente il Lago di Levico offre un contesto spettacolare.
Ma un bel panorama da solo non è sufficiente.
Una fotografia di matrimonio dovrebbe avere valore anche se togliessimo mentalmente il luogo in cui è stata realizzata.
Il paesaggio aggiunge qualcosa.
La luce aggiunge qualcosa.
La composizione aggiunge qualcosa.
Ma al centro rimangono sempre due persone.
Per questo alterno fotografie più ampie, dove gli sposi diventano parte del paesaggio della Valsugana, ad immagini estremamente ravvicinate: mani, sguardi, espressioni e piccoli dettagli.
Sono due linguaggi diversi che, insieme, permettono di costruire un racconto più completo.
Una delle cose più belle dei matrimoni è che, per quanto si possa programmare una giornata, a un certo punto qualcosa sfugge inevitabilmente al controllo.
Ed è lì che spesso iniziano le fotografie che preferisco.
Con Paola e Mattia sapevo già dal questionario che durante la festa sarebbe potuta emergere una seconda personalità di Mattia.
Perché apparentemente, quando beve e la festa entra nel vivo, Mattia si trasforma in quello che loro stessi definiscono:
“un dinosauro”.
Direi che, fotograficamente parlando, sapere questa informazione prima del matrimonio è piuttosto utile.
Ma soprattutto racconta bene quanto il loro rapporto sia costruito anche sull’ironia.
Il mio lavoro in questi momenti non è creare qualcosa.
È esserci.
Anticipare quello che sta per accadere.
E fotografarlo prima che scompaia.
Organizzare un matrimonio in Valsugana significa avere a disposizione uno dei paesaggi più interessanti del Trentino mantenendo, allo stesso tempo, un’atmosfera più intima rispetto ad alcune delle destinazioni alpine maggiormente conosciute.
Il Lago di Levico permette inoltre di avere in uno spazio relativamente concentrato molti elementi differenti: acqua, vegetazione, montagne e una luce che cambia continuamente durante la giornata.
Dal punto di vista fotografico questo permette di creare un servizio molto vario.
Il consiglio che do sempre alle coppie è però di non organizzare il matrimonio esclusivamente in funzione delle fotografie.
Scegliete una location nella quale vi piacerebbe realmente trascorrere la giornata insieme alle persone a cui volete bene.
Poi lasciate che sia il fotografo a trovare le immagini.
È esattamente quello che cerco di fare durante ogni matrimonio.
Osservare.
Capire la coppia.
Studiare quello che sta succedendo.
Intervenire quando serve.
E lasciare completamente andare le cose quando la realtà è già più interessante di qualsiasi idea potrei costruire.
Il matrimonio di Paola e Mattia a Prime Rose sul Lago di Levico è stato esattamente questo.
Un continuo passaggio tra immagini studiate e situazioni completamente spontanee.
Tra paesaggio e persone.
Tra fotografia e backstage.
Tra momenti eleganti e altri molto meno controllabili.
E forse è proprio per questo che mi piace così tanto raccontare matrimoni.
Perché alla fine non stiamo semplicemente realizzando delle belle fotografie.
Stiamo creando una memoria visiva di persone che, per un giorno, hanno riunito nello stesso luogo quasi tutto ciò che conta davvero per loro.
Per Paola e Mattia quel luogo è stato il Lago di Levico, nel cuore della Valsugana.
E il loro modo di descriversi continua a sembrarmi perfetto anche guardando le fotografie della loro giornata:
due anime intrecciate.
Se state organizzando un matrimonio a Prime Rose, sul Lago di Levico o più in generale in Valsugana e Trentino, il mio approccio parte sempre dalla stessa idea: creare fotografie artistiche senza trasformare il matrimonio in un servizio fotografico.
Reportage, luce, paesaggio e una piccola parte di direzione quando realmente serve.
Perché il luogo è importante.
Ma ciò che renderà davvero vostre quelle fotografie saranno sempre le persone, le relazioni e tutto quello che succederà senza essere stato programmato.
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